Lavorare Appassionatamente

Dott.ssa Ilenia Boccaletti

Finalmente in questo momento della mia vita il lavoro e la passione si incontrano! Mi piacciono le cose belle, amo le forme armoniche e mentre come Architetto cerco di rendere più belle le case delle persone come Counsellor l’obiettivo è ancora più alto: cercare di rendere più bella la loro vita. Una sensazione molto forte mi muove in entrambi gli ambiti: l’idea di dare un contributo al mondo attraverso la mia realizzazione professionale e ogni sforzo, impegno e fatica sono ampiamente ripagati da questa gratificazione profonda.

Nel lavorare con passione accade che i confini fra il lavoro e la vita di tutti i giorni non siano più tanto distinti, ma si confondano e si influenzino l’un l’altro. Questo fatto che potrebbe essere visto come negativo in realtà ha una valenza molto positiva: la realizzazione professionale e economica aiuta ad avere rapporti migliori sia in campo professionale che personale e l’incontro con “l’altro” assume un aspetto di autenticità più che di ricerca di profitto; anche le relazioni affettive e intime ne sono contagiate e il desiderio di comunicazione e intimità supera e acquieta la pretesa ansiosa.

A questo proposito vi è un brano molto significativo e chiarificatore nel libro di Maslow “Motivazione e personalità”: “Se l’individuo non sarà occupato a fare ciò che egli individualmente è adatto a fare, spesso se non sempre, possiamo aspettarci che svilupperà presto un nuovo stato di scontentezza e irrequietezza. Un musico deve fare musica, un pittore deve dipingere, un poeta deve scrivere, per poter essere in pace con se stesso. Ciò che un individuo può essere, deve esserlo. Egli deve essere come la sua natura lo vuole. Questo è il bisogno che possiamo chiamare di auto-realizzazione”

Spesso si parla dell’importanza del “riconoscimento” nello sviluppo psico-affettivo degli individui, essenziale per sentire una volta adulti la capacità di camminare “a petto in fuori”, ma l’unico riconoscimento che dà soddisfazione e riempie il cuore è quello rivolto a ciò che siamo davvero, al nostro Sé creativo che evolve nelle più disparate direzioni e non ai clichés comportamentali socialmente e culturalmente accettati. La convinzione che sottende questo pensiero è che se un bambino sente di essere ascoltato e accettato per quello che è sceglierà strade di realizzazione.

Se come genitori siamo chiamati a mettere in atto con i nostri figli quel riconoscimento profondo, come Counsellor il nostro compito è ampliare la visione delle persone in modo che comincino a intravvedere le diverse opportunità e a scegliere secondo il loro intuito e il loro sentire. Fare un percorso introspettivo per raggiungere la consapevolezza di ciò che si è, con le mille sfaccettature della propria personalità, richiede molto coraggio, ma riconoscere i propri punti deboli è il punto di partenza per recuperare quella forza interiore necessaria a progettare la propria vita secondo il proprio personale giudizio.

Per me, visto tutti le raccomandazioni che ho ricevuto, non è stato facile comprendere la mia passione, il mio sogno e seguirlo, ma ora questa consapevolezza mi riempie il cuore e quando lavoro non sento la fatica, non smetterei mai finché non cado stremata. Con le parole di Primo Levi: “Se si escludono gli istanti prodigiosi che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro, che purtroppo è privilegio di pochi, costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono.”.