Teatro di Passioni e Virtù

Corso annuale di Teatroterapia e Psicodramma in presenza e online

Corso annuale di Teatroterapia e Psicodramma, per conoscere i propri personaggi interni, allargare la visione, aprirsi a nuovi orizzonti.

Destinatari

Il corso è rivolto a chi desidera approfondire la conoscenza di se stessi tramite il Teatroterapia, lo Psicodramma e la Gestalt. E’ un percorso formativo e di crescita personale che richiede impegno, presenza, intensità di partecipazione, ma concede qualcosa di raro, la libertà d’espressione.

Il “Teatro di Passioni e Virtù” è un percorso di comprensione esperienziale  attraverso la riscoperta ognuno del proprio carattere: dalle polarità che albergano nella nostra anima, alle passioni che ci animano, le nostre fragilità e virtù, il nostro potenziale.

I Docenti hanno la possibilità di utilizzare il Bonus Carta del Docente.

Obiettivi

Nel Teatroterapia e nello Psicodramma l’addestramento a esprimere se stessi è già di per sé fortificante poiché porta la persona al coraggio di sostenere lo sguardo degli altri mentre mostra la complessità del proprio mondo interno e della propria umanità. Meta primaria di ogni percorso evolutivo è la consapevolezza e l’accettazione di sé perché solo così si pongono le basi per il cambiamento.

Il lavoro mira a contattare e mettere in scena i nostri personaggi interni in conflitto fra loro per trovare quella flessibilità che allarghi la visuale verso nuove intuizioni e valori. I caratteri, le passioni, le virtù che l’Enneagramma esplora, ispirano profondamente il nostro lavoro.  Teatro e Gestalt sono percorsi d’arte in cui il valore terapeutico ed etico si rafforzano reciprocamente.

Struttura del corso

Il corso annuale si articola in un sabato al mese per 10 mesi per un totale di 80 ore. Per l’ammissione al corso occorre essere in possesso di un Diploma di superiore. Parte delle ore (48h) sono riconosciute nel percorso di Formazione in Gestalt Counselling e Art Therapy.
Lo Stage Intensivo di luglio, utile per chi desidera approfondire la ricerca introspettiva, è fondamentale per chi intende proseguire la formazione.

E’ possibile seguire il corso:

  • in presenza: via Pier Crescenzi 9/a, c/o “Officina Creativa Gestalt”  Bologna
  • online: per non più di 1/3 degli incontri; scaricare la piattaforma Zoom sul computer per seguire senza intoppi

Percorso per ragazzi

Il percorso di Teatroterapia proposto per ragazzi oltre i 15 anni è in presenza. Il corso si articola in 20 incontri di 2 ore alla settimana, il venerdì, con orario 18-20. L’iscrizione può avvenire in ogni momento dell’anno ed è preceduta dalla partecipazione a un incontro di prova gratuito; se poi si procederà con l’iscrizione, l’incontro è considerato il primo del percorso.
Sede: via Pier Crescenzi 9/a, c/o “Officina Creativa Gestalt” Bologna, Mappa
Costi e modalità di pagamento: € 400,00 in un’unica soluzione o in 2 rate (1° e 3° mese).
Prossimo incontro di prova: Venerdì 16 Settembre.

Programma Didattico

  • Dalla parola al corpo: ascolto empatico
  • Esplorazione sensoriale: voce e movimento
  • Carattere e Personalità
  • Passioni e Virtù dell’Enneagramma
  • Consapevolezza dei nostri copioni di vita
  • Emozioni, Personaggi e Polarità in scena
  • L’azione non pensata, improvvisazione e autenticità
  • Vuoto fertile: far tacere il critico interno
  • Recitazione e verità espressiva
  • Scrittura: la narrazione di sé
  • Il potere trasformativo del Teatro
  • Il valore dell’impegno nella creatività
  • Valore etico e valore estetico

 

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Modalità didattica

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La modalità didattica è teorico-esperienziale e stimola le risorse creative di ogni partecipante. Ai laboratori di improvvisazione segue l’elaborazione dell’esperienza nel gruppo. La motivazione a mettersi in gioco e’ il requisito basilare alla partecipazione.

Iscrizione

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L’iscrizione può avvenire in ogni momento dell’anno poiché è un modello di formazione continua ed è preceduta da un incontro di prova gratuito come metodo selettivo reciproco. Procedendo con l’iscrizione l’incontro effettuato sarà considerato il primo del percorso. Chi procede con l’iscrizione dovrà associarsi all’IGB, sottoscrivere la Privacy, il Regolamento, e il Segreto Professionale.

Attestato

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Al termine del Corso viene rilasciato un Attestato di Partecipazione

Il valore del gruppo

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Il setting di gruppo nella Terapia della Gestalt ha un’efficacia straordinaria, quasi irraggiungibile negli incontri individuali. La sua valenza e i suoi punti di forza sono dati da vari fattori:

  • Il gruppo facilita l’attuazione di una comunicazione efficace e profonda che insegna ad essere empatici e a costruire relazioni autentiche;
  • Ogni partecipante funge da testimonianza e sostegno relazionale, ma al tempo stesso, l’ascolto dei feedback degli altri al proprio lavoro permette di scoprire senza troppi veli quali reazioni provoca con i propri comportamenti;
  • La funzione etica e co-terapeutica sono anch’essi di grande valore in quanto nel gruppo i temi del rispetto dell’altro, della benevolenza e dell’autenticità, sono in primo piano e creano un’atmosfera in cui la manipolazione diventa assai meno improbabile da parte di tutti.
  • Quando poi si tratta di gruppi gestaltici di Arteterapia in cui l’impegno di tutti è quello di esprimersi al meglio delle proprie possibilità, il gruppo diventa un’esperienza ancora più ricca, intensa e soddisfacente.

Il lavoro online

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Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del setting online?
Gli aspetti positivi sono:

  1. il risparmio economico e di tempo, poiché permette di evitare i costi e la durata del viaggio;
  2. la possibilità di fare counselling in lingua madre per chi si trova all’estero;
  3. in situazioni d’emergenza, la persona può arrivare comunque a sentirsi ascoltata e sostenuta.

In definitiva, pur senza la condivisione di uno spazio fisico, è possibile arrivare a una potente connessione emotiva e il “contatto” può non subire forti variazioni, soprattutto se vi è una pratica pregressa che ha portato il terapeuta a saper entrare appieno in questa esperienza. Il campo virtuale può diventare quindi uno spazio intimo reale e anche la relazione e il senso di cura sembrano non subire particolari stravolgimenti.

Fra i limiti vi sono:

  1. l’accesso più difficile ai segnali della comunicazione corporea non verbale e la mancanza di una trasmissione emotiva diretta in uno spazio fisico condiviso;
  2. la necessità di entrambi, terapeuta e paziente, di rendersi esperti nelle tecniche di comunicazione digitale;
  3. la richiesta di un maggiore impegno da parte di entrambi per la costruzione di un’alleanza terapeutica efficace, sia nelle sedute individuali che, forse ancora di più, nel setting di gruppo;

Il lavoro a distanza è una sfida per un Gestaltista, abituato a osservare e sentire il corpo in movimento del paziente, sfruttare lo spazio dello studio e utilizzare i mediatori artistici. Tuttavia, tra i principi base della psicoterapia della Gestalt, c’è proprio quello di lavorare con “quello che c’è” cioè con i limiti che si presentano, al meglio delle proprie possibilità.

Teatroterapia e Psicodramma

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Il teatro ha la peculiarità di rappresentare sul palcoscenico la realtà della vita; per questo motivo gli è stato attribuita, fin dai tempi antichi, una funzione terapeutica da cui sono nate le prime forme d’arte scenica: i riti sciamanici in cui l’azione teatrale era metafora di un passaggio nel percorso di crescita spirituale e sociale.

Il riconoscimento della connessione esistente tra creatività e cura ha poi contribuito a mantenere quest’ottica, per cui ancora oggi si conferisce al teatro un forte valore psico-educativo nel processo di crescita e sviluppo degli individui. Due sono le metodologie più conosciute: lo Psicodramma ideato dallo psichiatra J. Moreno con il Teatro della Spontaneità e il Teatro d’improvvisazione ideato da K. Stanislavskij e proseguito dal suo allevo J. Grotowski, che hanno ispirato F. Perls nella Gestalt Therapy, denominato in seguito Teatroterapia e utilizzato come momento di cura e parte integrante della sessione, per ogni fascia di età e in svariati setting e approcci terapeutici.

Lo Psicodramma è un approccio terapeutico a sé stante che consiste nel mettere in scena, da parte del paziente, aiutato dal terapeuta e dalla partecipazione dei presenti, avvenimenti significativi della propria storia personale: un sogno, un episodio dell’infanzia o del presente, al fine di far emergere i conflitti inconsci e arrivare, tramite la consapevolezza e l’occasione catartica, a un riequilibrio emozionale. La prima rappresentazione che nel 1921 Moreno mise in scena in un teatro viennese consisteva in una sedia vuota posta sul palcoscenico, su cui i presenti in sala erano invitati a sedere per provare ad essere Re per una sera! In questo tipo di pratica il pubblico è chiamato ad essere attore e mettersi in gioco, indossando i panni di un altro per aggirare le proprie resistenze e arrivare così al nucleo dei propri problemi, conflitti, nevrosi.

Diversamente il Teatroterapia ha una enorme flessibilità metodologica e si svolge in gruppi di lavoro: ai partecipanti – individualmente, a coppie o a piccoli gruppi- viene lasciato uno spazio temporale in cui stare in scena, mentre gli altri fungono da spettatori, realizzando così una polarità ulteriore di comunicazione e contatto. Nel momento scenico i pazienti-attori sono chiamati all’azione, al movimento, al contatto fisico: si crea una profonda connessione fra le persone perché corpo, sensi, emozioni e mente si esprimono all’unisono, in contrasto con le varie forme di terapie solo verbali. Il coinvolgimento così vissuto porta a un’espressione più completa, creativa e autentica, a un accesso al proprio mondo interno anche per la sperimentazione di ruoli nuovi che paiono inaccessibili. Lo spazio scenico diventa un luogo creativo in cui immaginazione, illusione, gioco e mito sono accettati così come l’immedesimazione nei personaggi più differenti e strampalati.

Entrambi i metodi inducono i presenti ad attingere alle proprie risorse creative per stimolare la crescita personale e il processo di trasformazione: in modo più provocativo lo Psicodramma, più evocativo, metaforico, puntando più sull’autenticità che sulla recitazione, il Teatroterapia.

Bibliografia

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  1. Biavati M. “Il contagio della libertà” Dheoniane BO 2016
  2. Grotowski J. “Per un teatro povero” Bulzoni, Roma 1970
  3. Moreno L. “Manuale di psicodramma: il teatro come terapia”, Astrolabio, 1985
  4. Naranjo C. “Carattere e nevrosi” Astrolabio, Roma 1996
  5. Orioli W. “Teatroterapia. Far teatro per capirsi” Gagliano, 2018
  6. Perls F. “L’Io, la fame, l’aggressività” Franco Angeli, 1995
  7. Polster I. “Ogni vita merita un romanzo” Astrolabio, 1988
  8. Stanislavskij k. Il lavoro dell’attore su se stesso” Laterza Roma 1997

 

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