Arteterapia Trasformativa

Laura Licandro

Nel corso di Arteterapia lavoreremo con l’arte: ci lasceremo guidare dall’ispirazione creativa, dall’intuito, per essere presenti e vivi con tutti i nostri sensi ed emozioni.

Cos’è per me l’Arteterapia? Uno strumento unico e preziosissimo che mi riporta continuamente a me stessa.

Nel Teatroterapia rappresento sulla scena personaggi che nella vita continuamente metto in atto e al tempo stesso ho la possibilità di accorgermi di nuovi volti, senza fissarmi solo su quelli conosciuti. Mi sorprendo ogni volta di quante parti di me ci sono che io non conosco e non so di abitare, ed ogni volta è una soddisfazione vera potere scoprirle, ritrovare anche quelle me che rifiuto, ma che sono lì, nascoste, in attesa, comunque presenti e che, se mi apro ad accogliere, mi arricchiscono inevitabilmente.

La Pittura mi lascia libera di creare e distruggere e ricreare, presa anche solo da un colore, per incontrare quella parte di me che non vedevo e che poi posso contenere e osservare per conoscermi meglio, cercare domande, trovare risposte. Io divento il mio dipinto pur potendolo guardare da fuori; è una sensazione completa che mi permette di sentire come sto in quel momento, come quando nella meditazione riesco a toccare, anche solo per un attimo, quello stato di coscienza in cui tutto si fa da sè e io osservo e sono tutt’uno con quello che mi passa davanti. E’in quell’attimo che qualcosa di me si svela a me stessa.

Nella Scultura le mani e la materia diventano veicolo di messaggi che prendono forma reale e io posso interagire, sentire la mia opera fisicamente viva. Io sono quella scultura e mi osservo e ho l’opportunità di parlare a me stessa. Come la pittura, mi rivela.

E ancora la danza e il canto che mi permettono di esplorare emozioni, portandomi fuori da quell’unico copione ripetitivo in modo potente e istintivo. La danza in particolare, con la sua forza e quella capacità di fare espandere l’anima nello spazio, attraverso il corpo, connettendo il cuore con la mente, è stata da subito la nave che mi ha condotto verso un viaggio interiore profondo. La prima volta che ho chiuso gli occhi e, guidata dalla musica, sono riuscita ad entrare nel flusso del movimento spontaneo e del non giudizio, ho sentito la mia rabbia fin nelle viscere. La rabbia è sempre stata la mia emozione ripetitiva, quella a cui davo il ruolo da protagonista, con cui coprivo tutte le altre presenti, perdendo così il contatto con me stessa. Ma quella volta, in quella danza, ho dato la possibilità alla rabbia di esistere semplicemente per quella che era, senza agganciarmi a lei, e di completare il suo ciclo. Allora è cresciuta toccando l’apice fino a trasformarsi, è cambiata, è diventata paura, poi dolore, poi gioia. Ho sperimentato la possibilità di sentirmi senza filtri, con la fiducia che non ne sarei rimasta sopraffatta, che sarei arrivata da qualche parte, a me, a chiedermi cosa voglio. Ho fatto esperienza diretta, con tutta me stessa, che le emozioni, se le lasciamo vivere, hanno sempre il potere di ricondurci a noi stessi, tracciano la strada verso il nostro sentire e ci fanno orientare per poter rispondere in modo adeguato e consapevole ai nostri bisogni.

Una forma d’arte che mi attrae è il Teatro di Marionette. La marionetta, che nasce dalle mie mani, e a cui do vita muovendone i fili, diventa un’estensione di me, una metafora dell’esperienza incredibile di prendere in mano la propria esistenza. Sono io che mi muovo nel mondo, io che agisco e reagisco, ascolto le emozioni che più mi rappresentano; prendo la responsabilità di essere connessa al mio sentire e presente di momento in momento, tanto da poter intraprendere un movimento autentico che arriva anche a chi guarda, che, contagiato da questa autenticità, risponde emotivamente a ciò che vede ed è lì che si crea la magia, una connessione vera, senza parole, che ci fa sentire vivi.

 Nel corso di Arteterapia faremo questo lavoro con l’arte: ci lasceremo guidare dall’ispirazione creativa, dall’intuito, dall’essere presenti e vivi con tutti i nostri sensi ed emozioni. Ci serviremo di tutti i mediatori artistici per metterci in ascolto di noi stessi e degli altri in modo autentico, semplice e diretto. Dall’esperienza artistica e creativa ho la possibilità di trovare nuovi modi di agire nella vita, nuove strategie: da quel dipinto o da quella danza in cui esprimo me stessa al massimo io mi espongo, mi riconosco e scopro ciò di cui ho bisogno oggi, in questo momento. Da qui posso ripartire per arrivare al movimento di trasformazione cui anelo.

L’espressione creativa è un modo per risvegliarmi a me stessa e dare un nuovo senso alla mia esistenza: indispensabili sono la disponibilità a mettermi in gioco, e l’attenzione introspettiva, cioè cosa sento e cosa provo, sapendo che ho mille modi per nascondermi. Possiamo risvegliare la nostra creatività, a patto di essere disposti a tenere fuori il giudizio, accettare di provare e di sbagliare, non essere perfetti, perché solo così è possibile sperimentare un cambiamento nella propria vita.

Abbiamo rinunciato sin dall’ infanzia alla nostra saggezza organismica, pensiero centrale in Gestalt, che rappresenta la nostra capacità di andare spontaneamente verso l’auto realizzazione e l’auto regolazione interna, di sapere istintivamente cos’è buono per noi. Una saggezza primaria che coinvolge anima, corpo e mente. L’arteterapia è un allenamento per ritrovare questa saggezza interna nella nostra vita e nelle nostre relazioni, che sono la nostra linfa e i nostri valori.

Ho imparato quanto stimolare il risveglio sia responsabilità propria. Non abbiamo potere sul passato, ma il presente ci appartiene e dal momento che ce ne prendiamo la responsabilità, cominciamo già ad avviarci verso il cambiamento e a riappropriarci di noi