Arte e Creatività

Serena Canonico

Cosa hanno in comune artisti e terapeuti? Saper ascoltare il corpo, saper stare nel silenzio e nelle domande più che nelle risposte.

Dipingere è connettermi con la parte più autentica di me, il tempo si ferma e riesco a staccare il cervello, a lasciare fuori i giudizi, le aspettative e tutte le interpretazioni e collegarmi con il mio mondo interiore che ha bisogno di uscire. Mentre dipingo mi permetto di rompere gli schemi, di sperimentare nuove forme e nuove modalità di essere.

Faccio un respiro profondo, ascolto le mie emozioni, lascio che siano i colori a scegliere me e a prendere vita sul foglio. Le mani si muovono libere sulla tela, oppure plasmano un blocchetto di argilla, o costruiscono una scultura di carta e finalmente mi ritrovo. Alcune forme le conosco, mi parlano di come sono nella mia quotidianità, altre mi sorprendono e mi ispirano nuovi modi di essere.  Dipingere è essere presente tra tele, pennelli, colori e carte di ogni tipo, per dare forma e spazio alla mia anima come uno scrittore fa con le parole e un musicista con le note. Ritrovo la voglia di mettermi in gioco, dando avvio a nuove modalità.

Il mio incontro con l’arte-terapia è stato tempo fa, quando ho avuto bisogno di dire “basta” con una me che non mi faceva stare bene. In quel momento ho deciso di fermarmi, prendermi del tempo per me e per stare con quello che c’era. Ho imparato ad ascoltarmi, ad accogliere ciò che emergeva, i miei bisogni inespressi, la mia vera essenza. Con l’arte-terapia ho acquisito la capacità di vivere nel “qui ed ora” che mi porta ad essere più consapevole di me stessa e di ciò che è importante per me. Mi sono permessa ogni volta di sperimentarmi, perdermi e ritrovarmi immersa in una sensazione senza tempo in cui le emozioni fuoriescono e trovano ascolto. Mentre creo, mi sento. Il respiro si fa più ampio e il cuore intravede nuove possibilità.

Il potere dell’Arte in ogni sua forma fa esprimere appieno l’anima, rispetta il ritmo del cuore, cura il corpo. Fermarsi e dipingere, recitare una poesia, ballare, scrivere, modellare un blocco di argilla, libera la follia, l’eros e l’immaginazione, ci fa ritrovare attimi di felicità.

Cosa hanno in comune artisti e terapeuti? La capacità di ascoltare e sentire il corpo e tutto ciò che nel corpo risuona, saper stare nel silenzio e nel vuoto, nelle domande più che nelle risposte, nello smarrimento e nell’attesa, nel sotto testo, nelle vibrazioni e nel senso delle parole più che nel significato. Non è semplice vivere così perché si sente tutto, compresi gli stridori.