Insegnare e imparare musica: vie alla liberazione della personalità

Dott. Martin Preisser

«La grande musica è inesauribile. Nella musica, come nella vita, non esistono confini.” (Claudio Abbado)

  • Insegnare musica è sempre un invito in uno spazio aperto, in un campo creativo, per un incontro con l’ascolto e con le emozioni
  • Insegnare e imparare musica è un campo d’esercizio infinito
  • In questo spazio aperto succedono esperienze di rallentamento, di guarigione e di silenzio
  • Fra l’insegnante e lo scolaro è una relazione che cura
  • La musica ha sempre anche un aspetto terapeutico; il suono musicale simbolizza una grande gamma di emozioni (natura, gioia, estasi, morte, colori, tristezza, esuberanza etc.)
  • La musica è uno spazio in cui la dimensione della vita è amplificata, in particolar modo è potenziata la capacità di espressione di tutti gli aspetti della personalità
  • Ascoltare, aspettare, reagire, essere discreto ma anche dominante, mettersi in centro o stare consapevolmente nello sfondo – tutte modalità che si possono imparare tramite la musica
  • Il suono musicale cura: “la musica è il cordone ombelicale che ci unisce con il divino” (Nikolaus Harnoncourt)
  • Trovarsi in un campo pedagogico non significa imparare o insegnare il processo creativo ma muoversi ed agire nello spazio infinito della fantasia
  • Nelle opere musicali è attiva una fantasia concreta sui contenuti e sulle immagini che l’hanno ispirata. È anche attiva una fantasia emozionale e una fantasia costruttiva sulle regole del flusso musicale.
  • Nella musica le emozioni del compositore possono/devono diventare le emozioni dell’interprete. L’emozioni dei grandi compositori diventano simboli della liberazione personale.
  • Nel processo del insegnare e del imparare possiamo raggiungere tantissime emozioni e la musica diviene uno specchio in cui è possibile vedere tutta la propria personalità. In questo senso la musica è anche come un enzima, un catalizzatore per attivare le proprie risorse.