Svelando il processo immaginario dell’artista

Dott.ssa Christine Douglas

Quando dipingo entro in comunicazione con me stessa. Mi avvicino al processo creativo senza intenti speciali, senza la necessità di esprimere qualcosa in questo mondo. Non è molto diverso dal lavoro che ho imparato nella mia formazione in Gestalt; la differenza è che non sto cercando di capire qualcosa di me, né di esplorare un tema specifico che abbia un ruolo importante nella mia vita.

Quando dipingo arrivo senza storia, mi focalizzo nel momento presente con consapevolezza. Inizio a dipingere con uno o due colori secondo la frequenza che mi attira, mantenendoli per uno, due giorni o a volte anche per mesi.

Ascolto il mio corpo, che cosa vuole fare, quali sono i materiali che desidera utilizzare. Ed è allora che le mie mani iniziano a muoversi a creare. Poi mi fermo, prendo le distanze e lascio che il quadro mi parli. Lo giro, tolgo colore e mentre lo faccio avverto l’emozione che cresce per quello che vedo e percepisco. È la stessa sensazione di sorpresa che si prova scartando un regalo. Cosi aggiungo colore e lo tolgo di nuovo. Comincia una danza che svela tutto ciò che è dentro il mio quadro.

Solo a questo punto comincio a vedere le forme, mi parlano e mi dicono qual è il prossimo passo. La mia creatività guarda attraverso le crescenti scale di colore che si rivelano. Questo processo può andare avanti per una settimana, fino a che improvvisamente vedo qualcosa che spesso mi porta alle lacrime. Vedo la mia bambina interiore seduta proprio di fronte a me, un essere che esce dal buio o animali che si mostrano per raccontare una storia.

I colori si fondono creando un colore nuovo di cui non conoscevo l’esistenza. Cosi l’immagine prende forma, come frammenti del mio inconscio che si mostrano nella loro unione. Le immagini mi spingono ed incoraggiano ad andare in profondità per vedere qualcosa che non conoscevo e unire cosi il cielo e la terra in modo armonioso.

Che cos’è l’immaginazione e l’espressione creativa ad un livello profondo? Analizziamo i concetti separatamente:

  1. L’immaginazione non ha limiti o almeno e ciò che pensiamo … Immaginiamo qualcosa, (ad es. un mondo migliore, una relazione perfetta, un lavoro migliore, più soldi, libertà e così via), ma è reale? L’immaginazione è un costrutto della mente ed è limitata dalla nostra mente cosciente, dal materiale inconscio e le costruzioni emotive che interagiscono fra queste. Si potrebbe dire che tutti i nostri ricordi e le esperienze accumulate (traumi e drammi, così come gli scenari positivi) sono memorizzati all’interno della nostra mente e del nostro corpo. La mente cresce all’interno della nostra esperienza individuale: come una matrice, condizionata dalle credenze personali, dai pensieri, dalle regole culturali e sociali, dalle diverse identificazioni, dai ruoli che giochiamo e le idee religiose cui apparteniamo.
  2. La pittura e l’espressione artistica, sono forme attraverso cui l’artista esprime nella materia quello che sente in un preciso momento. Prende un contenuto, qualcosa che lo ispira e lo esprime. Un’idea, un parere, un concetto serve all’artista per esprimersi attraverso la sua arte. Quello che mi piacerebbe approfondire è come l’immaginazione e l’arte interagiscano mettendo in azione il processo artistico. “L’immaginazione in azione si basa su quanto siamo riusciti a integrare la materia e lo spirito dentro di noi, nel profondo “.
  3. Spirito: è quello che sono. Le particelle di luce, pure particelle di coscienza, modificate e tenute insieme da credenze e accordi, attraverso forme di pensiero e magnetismo. Esempio: io sono lo spirito all’interno di un corpo su un pianeta con una esperienza umana, ma spesso viviamo la nostra vita come un essere umano intrappolato da un’esperienza spirituale come qualcosa di esterno a noi. Questo è lo spirito, creatore che si esprime attraverso la fisicità coadiuvato dalla mente, che è solo uno strumento per dare forma. La vera sfaccettatura di quello che siamo veramente è quello che considero come “i livelli più alti”
  4. Materia: Ciò che si manifesta in questo mondo (in questa realtà). Nel contesto di oggi, stiamo parlando di immaginazione e di espressione artistica, “Materia” si manifesta come una pittura un’installazione o scultura. Esempio: Un dipinto che è appeso al muro è materia La manifestazione della materia è creata in base ai condizionamenti di colui che la crea. Si tratta di una traduzione di una credenza, un pensiero o un’esperienza, in una forma o immagine. “La manifestazione della vostra immaginazione come artista non può che essere intesa come coraggiosa “disponibilità” a unire spirito e materia all’interno di se stessi.” Quando parlo di densità della forma intendo “i livelli più bassi” o il sotto! Per rimanere con questa premessa del matrimonio dei livelli superiori e inferiori, per poter manifestare la vera immaginazione prima dobbiamo interiorizzare questa unione. Stiamo parlando di Spirito, quello che veramente siamo, che scende verso l’IO profondo il centro di noi stessi. La parte inconsapevole che viene verso il centro per Essere. L’integrazione e il matrimonio di questi aspetti del Sé danno chiarezza, verità e l’armonia tanto interiore e quanto esteriore. Molte tradizioni parlano di “Matrimonio Sacro” all’interno del sé.
  5. Esploriamo questa unione dei due livelli all’interno dell’arte e dell’immaginazione. Tutti noi abbiamo un sacco di materiale inconscio che vogliamo risolvere e oggi qui abbiamo un interesse particolare per l’argomento. Desideriamo essere più consapevoli, lasciar andare, rompere vecchi schemi e ripetizioni. La materia ha un peso, le energie del livello più basso possono essere considerate come una esperienza densa. Effettivamente viviamo in un mondo che può essere molto variegato con tante sfumature. Tante volte abbiamo fantasie di mondi anche spirituali dove rifuggirci dai colpi, sfide e difficoltà che ci propone il nostro ambiente. Di nuovo mi riferisco al mondo spiritualizzato “come il sopra” e il mondo materiale “come il sotto”, (come sopra così sotto)
  6. Questa unione crea un matrimonio ed è il connubio tra manifestazione artistica e immaginazione che permette di manifestare i nostri reali impulsi. Quello che sto per dire va letto in senso metaforico e non letterale: Ci sono così tanti colori (diversità) che può essere a volte schiacciante. Tutto può sembrare caotico e confuso. In questo flusso di diversità non è facile avere un senso di sé visto che spesso siamo identificati solo attraverso i propri ruoli e funzioni.

Non è facile vivere nel nostro mondo dove l’armonia e lo spazio hanno un’unica sfaccettatura. Quindi lottiamo, ci lamentano, rifiutando le situazioni che ci fanno sentire pesante la nostra esperienza in questo mondo. Cerchiamo di bilanciare questa difficoltà dentro di noi, nella nostra vita e nel mondo in cui viviamo.

Entriamo così in un mondo immaginario creato dalla nostra fantasia, dove possiamo negare quello che non vogliamo vedere, senza accettare quello che è reale. Fin da piccoli ci creiamo filtri e blocchi per destreggiarci nel mondo. Vogliamo essere amati, vogliono essere abbastanza buoni per essere amati.  Già all’età di 6 anni l’immagine che abbiamo di noi stessi è fatta, sapendo cosa devo fare per affrontare meglio il mondo. Da lì si continua a costruire su quella trama, quella storia di situazioni drammatiche e non solo che determinano chi sei. Continua così la vostra identificazione con i propri ruoli.

Sai che sei un medico, un avvocato o di un assistente sociale.  Sei una moglie o un marito; tu sei questo e quello.  Noi creiamo il nostro mondo. Ma come ogni storia o fantasia si arriverà a una fine, in quanto può fornire solo noi solo con un sollievo momentaneo. La nostra vera manifestazione di immaginazione può sorgere solo quando ti concedi la presa di coscienza permettendo così alle tue emozioni di diventare dei punti di forza e conoscenza.

Che tu possa scendere dalla fantasia della spiritualità per vivere veramente la vita che stai rifiutando di vivere.