Counselling

Dott.ssa Margherita Biavati

Il Counselling è una forma di relazione d’aiuto non orientata alla diagnosi e alla guarigione, ma all’evoluzione delle potenzialità della persona; un processo di apprendimento che avviene nell’interazione tra counsellor e cliente, dove il counsellor utilizza una serie di conoscenze, abilità e atteggiamenti finalizzati a “aiutare il cliente ad aiutare se stesso”. 

Il Counselling è una professione riconosciuta dalla legge n. 4 del 14 gennaio 2013 che regolamenta le attività non organizzate in ordini professionali. La nostra scuola ha un orientamento Gestaltico-Fenomenologico-Esistenziale.

La consulenza può essere un aiuto in momenti difficili della vita ma può anche essere vista come un percorso di evoluzione personale che ha come obiettivi:

  • il potenziamento della creatività considerata la più significativa risorsa di auto-aiuto dell’essere umano;
  • lo sviluppo dell’attitudine comunicativa e dell’autenticità per il miglioramento del benessere personale e sociale;
  • la crescita delle capacità di auto-consapevolezza e auto-determinazione.

Il Counsellor è un esperto di relazioni umane, da quelle professionali e interpersonali a quelle con se stesso, il cui ruolo non consiste nel dare consigli, ma nel creare uno spazio di accoglienza, rispetto e ascolto in cui il cliente può esprimersi senza sentirsi giudicato. Ponendosi in modo empatico e non direttivo il Counsellor cerca di comprendere il mondo dal punto di vista dell’interlocutore, sostenendolo nel processo di consapevolezza, introspezione, ampliamento del punto di vista, valutazione delle possibilità di scelta e nell’elaborazione di nuove modalità di comportamento.

L’intervento del counsellor non ha un particolare carattere psicologico, ma piuttosto si basa sulla logica, sull’etica e sul senso dell’ovvio; un atto tipico è accompagnare il cliente a chiedersi quali scelte comportamentali abbia di fronte, a riflettere sulle possibili alternative e decidere come perseguire. In questo senso è importante sottolineare il carattere etico del processo di counselling, un movimento individuale che non può essere fatto da altri, diretto verso quello che ha valore per la persona, piuttosto che verso ciò che è “giusto”.

Vi sono professioni il cui presupposto è la relazione con l’altro e questo richiede lo sviluppo e l’integrazione di competenze comunicative e operative che vanno ben oltre alla spontanea attitudine a porsi in relazione che appartiene a ogni essere umano. Seguendo il principio di “aiutare ad aiutarsi” la formazione propone momenti di evoluzione personale e di addestramento teorico-pratico basati sul modello gestaltico a orientamento fenomenologico esistenziale. La consapevolezza di sé, l’ascolto attivo, l’accoglienza dell’altro facilitano processi relazionali che sostengono lo sviluppo delle risorse personali e di forme creative di relazione con il proprio mondo interno e con il mondo esterno. La formazione può essere utilizzata sia come percorso di evoluzione personale sia come processo di acquisizione di competenze alla relazione d’aiuto per la propria pratica professionale.

Il Counsellor è un professionista che, avendo completato uno specifico percorso di formazione ed è iscritto alla relativa associazione professionale, è in grado di fornire consulenza a clienti individuali, coppie, famiglie, gruppi, organizzazioni. La consulenza del Counsellor è orientata ad aiutare il cliente ad aiutarsi in merito a problemi di ordine personale e professionale; difficoltà a prendere decisioni; difficoltò nel gestire la relazione con se stessi e con gli altri; sviluppo dell’auto-consapevolezza; fasi di cambiamenti della vita; orientarsi nelle scelte e sviluppare le potenzialità creative; difficoltà a gestire emozioni, pensieri, percezioni e conflitti interni e/o esterni.

Tutti hanno una loro saggezza nei confronti della vita: fare Counselling significa aiutare le persone a scoprire la propria. La fonte del benessere è sepolta in profondità dentro ognuno di noi e compito del Counsellor non è mai, in nessuna situazione, quello di imporre le sue credenze ma di permettere agli altri di scoprire le proprie.