ArteTerapia

Dott.ssa Margherita Biavati

La creatività è la tendenza a inventare, forzare limiti, abbattere barriere, rifiutare preconcetti; essere creativi richiede molto coraggio. Malchiodi

L’interesse per l’arte come strumento nella relazione d’aiuto è dato innanzitutto dal valore intrinseco dell’esprimere se stessi nella propria originalità e specificità: l’espressione di sé porta a un sentimento di amore e condivisione ed è fonte di benessere e guarigione. Fin dall’antichità la danza e il teatro sono stati riconosciuti come le prime forme di terapia sperimentate dall’uomo.

Altro aspetto importante è che nell’azione creativa si escludono i censori e la manifestazione del proprio mondo interno avviene in modo semplice e diretto. Mentre siamo impegnati a realizzare un’opera (una scultura, un dipinto, un brano musicale, una pièce teatrale, un canto…) non ci rendiamo conto che stiamo parlando di noi. L’immersione nell’esperienza produce una sensazione di oblio di se stessi, fino a quando “l’osservatore” che è in noi non intervenire a interrompere il processo con critiche e giudizi. E’ importante, per abbandonarsi nuovamente, riconoscere la resistenza che arresta il flusso creativo; lavorare con i blocchi è difficile perché l’unica via per la loro liberazione è conoscerli ed entrare profondamente in essi.

Fondamentale è che nei setting del Counselling Gestaltico a mediazione Artistica non vi sia critica né giudizio, poiché il fine ultimo non è estetico ma etico: sperimentarsi nella propria autenticità. Nel processo creativo s’impara a essere in contatto con se stessi e a riconoscere i propri sentimenti, a entrare in intimità con gli altri, e non ultimo a rompere con i soliti schemi e affrontare dei cambiamenti nella propria vita. Il processo creativo inizia con il lasciarsi andare così come si è: si rivelano pensieri, impulsi, impressioni, desideri tramite metafore, complice il mezzo artistico qualsiasi esso sia. Inizialmente la persona ha una sensazione di rigidità, di vuoto, di ansia… Questa è l’esperienza che molti artisti descrivono nell’entrare in scena o di fronte al “foglio bianco”. In quei momenti non è importante saper cosa fare ma iniziare a muoversi per attivare l’ispirazione fino a quando il flusso creativo prende vita e la manifestazione diviene travolgente.

Straordinario è, in ogni forma d’arte, il valore dell’improvvisazione poiché stimola la persona a esprimere il mutare di pensieri e sentimenti con libertà e immediatezza. L’artista raggiunge l’essenza quando si mette a nudo e concede se stesso con energia e impegno; la capacità di rivelarsi porta a una sensazione di forza e determinazione.

Non vi sono persone creative e altre no, ma persone che accettano di mettersi in gioco e rischiare il ridicolo e altre che non accettano assolutamente di esporsi. Correre il rischio di sembrare strani, assurdi e sbagliati ha un costo alto in termini narcisistici, ma è uno sforzo ben compensato poiché un grosso peso nella vita se ne va: quello di fare le cose per essere apprezzati dagli altri più che per se stessi, per permettersi finalmente di agire secondo il proprio intuito.

In una relazione di Counselling non sempre il dialogo è la strada migliore per iniziare. Quando la persona prova difficoltà a esprimere i propri sentimenti complessi il linguaggio dell’arte, che in realtà è un linguaggio corporeo, viene in aiuto rendendo più semplice e diretta la comunicazione. Anche la relazione terapeutica fa assolutamente parte del processo creativo: quando fra le due persone il contatto si carica d’intensità e intimità, e al di là delle parole vi sono sfumature emotive dense di significati particolari appena percepibili, in quel momento la comprensione empatica diventa arte.