Fondamenti dell’Enneagramma

L’Enneagramma è un apprendimento psico-spirituale e uno strumento di cambiamento psicologico le cui origini sono da ricercare in oriente dove i maestri Sufi lo utilizzavano con i loro discepoli; non si tratta di uno studio teorico ma di un percorso teorico-esperienziale che porta a comprendere la personalità umana nei suoi molteplici aspetti ed è al tempo stesso un aiuto a diventare più umani, creativi, autentici, amorevoli. L’aspetto sorprendente e un po’ magico dell’Enneagramma è che pur essendo uno studio di antica data, compare in occidente solo agli inizi del ventesimo secolo, e in un così ampio lasso di tempo sia sempre rimasto un metodo valido usato dagli esseri umani per rispecchiarsi, conoscersi, migliorarsi.

Funzione Difensiva

L’Enneagramma offre una descrizione dettagliata delle strategie adattive che ognuno di noi ha sviluppato nell’infanzia e continua a utilizzare automaticamente da adulto, senza rendersi conto di quanto siano inefficaci e dannose e costituiscano anzi una delle principali cause del nostro malessere. L’Enneagramma, che nella sua complessità possiamo considerare oltre che uno studio del carattere anche una griglia diagnostica, ricollega il malessere dell’individuo al perdurare di una precoce strategia adattiva che interferisce con la saggezza dell’organismo. Ogni tipo di personalità è strutturata attorno a un nucleo emozionale chiamato “passione” un nucleo cognitivo chiamato “fissazione”. Il carattere, in questa ottica, può essere definito come una “struttura fissa”, una cristallizzazione difensiva della fluidità naturale nel processo di adattamento all’ambiente. Si tratta di una difesa con funzione protettiva, che assume forme comportamentali apprese dall’individuo nella quotidianità della propria vita, atteggiamenti interiorizzati divenuti automatici in ogni contesto.

La passione che contraddistingue il tipo di carattere può essere considerata una esagerazione, un qualcosa di disfunzionale che l’organismo finisce per richiedere, anche se gli crea malessere. Il carattere non cambia attraverso il mero studio dell’Enneagramma, ma la conoscenza e la consapevolezza delle modalità caratteriali apprese, permette una maggiore flessibilità e possibilità di scegliere comportamenti più efficaci e differenziati nelle diverse situazioni.

Virtù

Per ristabilire l’equilibrio l’individuo può sperimentare e nel tempo adottare atteggiamenti in un certo senso antagonisti alla passione, chiamate “virtù”. Lavorare con l’Enneagramma significa divenire consapevoli della propria passione dominante e della fissità cognitiva che la sostiene per divenire più flessibili, cercare altri punti di vista e innescare nuovi comportamenti “virtuosi”. È uno studio difficile e affascinante che richiede tempo per comprenderne a fondo i numerosi risvolti poiché ognuno ha in sé qualcosa di tutte le nove tipologie. Conoscerlo è utile anche per capire meglio gli altri, le loro modalità di pensiero e di reazione e poter stabilire rapporti più sereni. L’Enneagramma ha inoltre la valenza di essere un percorso di crescita che la persona può fare in modo molto autonomo, essendo la persona stessa la prima interessata a fare la diagnosi migliore. Inizialmente è difficile riconoscersi e si tende a negare l’evidenza: anzi un indicatore interessante per trovarsi è il senso di rifiuto verso una tipologia, ma in seguito si avverte un senso di forza e solidità nel riconoscersi e andare verso la propria realizzazione.

Teatroterapia, Gestalt, Enneagramma

Sono percorsi teorico-esperienziali non interpretativi di orientamento fenomenologico, per il valore dato al gesto, al vissuto, al processo. La gestalt insegnata da Fritz Perls, con il suo grandissimo potenziale di trasformazione, richiama sia il metodo di formazione teatrale di Stanislavskj, e infatti nel lavoro gestaltico non ci si sente mai completamente fuori dal teatro, sia lo studio della personalità e del carattere attraverso l’Enneagramma elaborato da Claudio Naranjo. Il lavoro del Teatroterapia ispirato all’Enneagramma, per il continuo richiamo ai personaggi interni e a una pratica teatrale tesa all’improvvisazione e all’autenticità, ha arricchito la Gestalt di una preziosissima metodologia, senza peraltro intrappolare la ricerca in una griglia diagnostica fissa e schematica.